Lasciate perdere tutte le scemenze che si trovano sulle guide: se volete visitare Barcellona alla grande, fatelo il sabato mattina alle 8:00.
Fondamentale travestirsi da autoctoni: vietate le scarpe da ginnastica e gli infradito, e non pensate nemmeno un momento ai sandali! Sono ammesse sneaker e mocassini d’estate, polacchine e stivali d’inverno: occhio solo a non portare il modello cow-boy, perchè il salto da spagnolo a gaucho argentino è breve.
Passiamo ai pantaloni: non v’azzardiate a indossare pinocchietti o bermuda. Persino i jeans sono un capo a rischio: portate se possibile pantaloni chiari, taglio classico (con o senza pence) e abbinategli una camicia chiara ma non sgargiante. L’ideale, se il clima lo consente, sarebbe un bello spezzato con una giacca blu taglio sportivo: un blazer andrà benone. Se fa caldo, è raro vedere i colletti bianchi con la giacca: si limitano alla cravatta, se la camicia lo consente.
Discorso simile per le donne: scarpe comode ma non sportive, quelle che indossereste per andare al lavoro. Per l’abbigliamento sconsiglio il tailleur troppo formale: optate per una gonna e una camiciola. Anche una t-shirt, purchè non sia una di quelle terrificanti comprate sulle Ramblas e che riportano le scritte più strane: I’m free but not easy, Bad girl goes to Barcelona, veni vidi fornicai e tutte le cazzate del genere.
Bandito il cappellino – mettete mai il cappellino a casa vostra? – e gli occhiali da sole sono ammessi solo a condizione che non siano né quelli comprati sulla bancarella, né troppo costosi. Insomma alla moda ma non appena acquistati. Se pensate di portarvi dietro uno zaino, vi farete scoprire subito. Niente bisacce e neppure borse per il mare: le ragazze sono avvantaggiate, ma gli uomini non tentino di annullare questo gap con un borsello – a meno che non lo usiate anche a casa, ma è davvero difficile sembrare sciolti e disinvolti col borsello.
Altro dettaglio: la macchina fotografica. Portarla al collo è un errore da principianti: se avete una reflex, lasciatela a casa. Se invece vi siete fatti una di quelle che vanno nella tasca dei jeans, sottili come un grissino e larghe come un francobollo, occhio solo a non renderla evidente.
Ricapitoliamo: no alle scarpe aperte o da ginnastica, no ai pantaloni corti e alle t-shirt di cotone – e non vi venga in mente d indossare la maglia di una squadra di calcio, figurarsi l’intero completo! Sì alle scarpe basse e comode, alle polo, all’eleganza discreta e casual di chi si veste per andare al lavoro e non è un manager (o aspira a diventarlo). Prosegui la lettura…