Centinaia di migliaia di persone, oltre due milioni e mezzo secondo gli organizzatori, solo 200mila secondo la questura, sono arrivate al Circo Massimo in cinque cortei lunghissimi, che hanno impiegato ore per giungere a destinazione. Decine di treni, due navi, 7000 pulmann per portare a Roma i manifestanti da tutta Italia.
Ridicolo.
Ho parlato con chi era alla manifestazione: i numeri erano all’altezza (se non superiori) a quelli della storica manifestazione del 23 marzo.
E in quel caso, tutti d’accordo che c’erano 2 milioni di persone in piazza.
Silvio Berlusconi torna con una frase shock sulla necessità di dispiegare i militari sul territorio nazionale per difendere l’ordine pubblico: “Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai…”.
Mi domando però, dopoaver lettoin giro e ascoltato qualcosa di sfuggita ieri sera mentre buttavo giù un boccone prima di infilarmi a letto, come sia stato possibile. Come abbia fatto un furgone con ribalta aperta ad arrivare in piazza, che è zona pedonale ed era (ed è) controllata dalle Forze dell’Ordine su ogni lato. Come abbiano fatto ad arrivarci caschi, bastoni, cinghie e quant’altro. Come abbiano fatto a riempirsi di botte per diversi minuti prima che intervenissero a dividerli.
Come amava dire Asimov: la violenza è l’ultimo rifugio degli imbecilli.
Spero che non succeda come le altre volte, che questo episodio venga spiegato e che oggi a Roma vada tutto bene.
E spero che la protesta non si esaurisca come tutte le volte passate in un vuoto totale, e che ‘sto benedetto decreto Gelmini (ora legge) venga cambiato. Come pure quello che ha a che fare con l’Università. Perché non sono accettabili, sono espressione di una volontà che non si confà ad un paese che per costituzione dovrebbe garantire pari diritto allo studio a tutti.
PS: Letto adesso un pezzo di Curzio Maltese. Forse non troppo obiettivo, ma vale la pena darci un’occhiata.