uh?!?

set 18 2008 Pubblicato da sotto Blog

I commenti, la conversazione…?

Suvvia Matteo, si fa per scherzare: te li ricordi quei peripatetici? ;)

La scuola di Atene - Raffaello

La scuola di Atene - Raffaello

(fonte immagine)

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/ Plonk

set 17 2008 Pubblicato da sotto Blog

Caro Matteo (posso chiamarti Matteo?),

Tu non mi conosci, ma io sì: ti ho ascoltato per anni dissertare di libri non letti e canzoni non sentite su Radio2, quando ancora non avevi il programma al pomeriggio e mi “dispensavi” pillole di cultura alternativa quotidiane a cavallo di cena.

Ecco, è stato allora che ho preso a considerarti uno intelligente e con una cultura più vasta della mia (almeno in molti settori nei quali avrei voluto essere alla tua altezza).

Però.
Però, lo dico con simpatia, ti sarà capitato per una volta nella tua vita di essere lo sfigato della compagnia? È capitato a tutti di ritrovarsi in un pseudo-circolo Pickwick e avere difficoltà a capire di cosa accidenti stessero parlando gli altri. Oppure di uscire con un nugolo di coetanei tutti più fighi, che schioccano le dita come Fonzie e le ragazze cadono ai loro piedi, mentre noi si è relegati in un angolo del locale a fare tappezzeria con una Coca Cola in mano.

Diciamo che l’uscita sull’inglese di MCC non m’è piaciuta: era un po’ saccente.
Lo so che magari non la intendevi così, però ci sei riuscito perfettamente a renderla tale: e l’apertura sulle tette non fa ridere, perché il risultato finale non è equilibrato. Ogni uomo o donna di spettacolo sa che per ottenere una battuta fenomenale bisogna tenersi in equilibrio su una corda sottile. No?

A mio avviso, si intende è la personalissima visione di uno sfigato scribacchino, hai dimenticato che dell’interlocutore si deve sempre avere rispetto: qualunque sia il giudizio che si abbia su di lui e sulle sue azioni. Soprattutto se, come da te ammesso, non si sa esattamente CHI sia l’interlocutore.

Ora, Matteo, so che la cosa non ti riguarda manco di striscio e che probabilmente questa sera andrai a dormire con la stessa serenità di ieri e di 3 giorni fa. Però la prossima volta che viaggiando in auto mi capiterà di ascoltarti in radio, farò molta più attenzione di prima a quello che dirai: diciamo che nella mia personale classifica di “smartest guy on earth” oggi hai perso un paio di posizioni.

Peccato, eri messo parecchio bene.

Un saluto,
da un moraleggiante Luca

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Opposizione

mag 13 2008 Pubblicato da sotto Blog

Qual’è la parte della definizione di “opposizione” che non è chiara ad Europa (giornale ex-democristiani di sx)?

op|po|si|zió|ne
s.f.
AU
1a l’opporre, l’opporsi e il loro risultato
1b l’opporsi per contrastare una persona o un’azione o un’iniziativa altrui; anche l’azione o il comportamento con cui ci si oppone: incontrare, vincere l’o. della famiglia, nessuno fece o. al provvedimento preso, trovare l’o. della censura
2 argomento contrario, replica: ribattere, rispondere a un’o.
3a TS polit., attività, azione di chi si oppone alla politica di un governo
3b TS polit., nei paesi a regime parlamentare, azione di contrasto esercitata legalmente dai partiti contrari alla politica di maggioranza del governo
3c TS polit. ⇒minoranza | l’insieme di tutti coloro che sono iscritti o fanno riferimento a tali partiti: far parte dell’o., essere, passare all’o., deputato, senatore, consigliere dell’o., i banchi dell’o., partito, giornale d’o., o. di destra, di sinistra; o. extraparlamentare, quella dei gruppi politici che non sono rappresentati in parlamento
4 CO contrasto, incompatibilità, contraddizione: esigenze in o. tra loro, non c’è o. tra le due opinioni
5 TS filos., relazione tra due termini o proposizioni che si escludono a vicenda
6 TS dir., qualunque forma di impugnazione o di contestazione promossa contro un atto della pubblica autorità o una richiesta di parte
7 TS geofis., posizione di due entità che si trovano diametralmente opposte sulla superficie terrestre
8 TS astron., posizione di due corpi celesti le cui longitudini differiscono di 180°
9 TS astrol., aspetto che, nell’oroscopo, esercita un influsso negativo
10 TS ling., nella linguistica strutturale, rapporto che esiste, a livello fonologico, morfologico, sintattico o lessicale, tra elementi che possono occupare lo stesso posto nell’enunciato e distinguono significati diversi
11 TS fisiol., movimento che è alla base della prensione, per cui il pollice è in grado di spostarsi in avanti e indietro rispetto al palmo della mano e di compiere una rotazione fino a toccare con il polpastrello la parte interna delle altre dita | TS fon., posizione che assumono le labbra nell’articolazione delle consonanti labiali
12 TS giochi, nel gioco degli scacchi, posizione di un re che occupa una casa dello stesso colore sulla stessa colonna o traversa del re avversario

( / Repubblica.it)

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Meucci VS Bell: the final round

mar 04 2008 Pubblicato da sotto Blog

In ritardo, come mio solito, ho deciso di contribuire al vivace scambio della blogosfera sull’immagine utilizzata ieri da Google per celebrare il giorno della nascita del celebre inventore Alexander Bell.
Per farlo, sono andato a ripescare un mio commento sul forum di PI risalente a qualche settimana fa: lo riporto di seguito per esteso, lievemente rivisto nella forma per renderlo più leggibile.

Visto che in molti ricordano che la paternità del telefono è questione controversa, mi faccio carico di ricordare brevemente lo svolgimento degli accadimenti.

Come nel caso di moltissime invenzioni moderne, il risultato finale è l’unione di una serie di tecnologie prodotte da diversi inventori. Tanto per fare un esempio, il microfono a base di carbone utilizzato ancora oggi in alcuni apparecchi economici l’ha inventato Thomas Edison.

Nel caso di Meucci, il suo apparecchio era contemporaneo a quello di molti altri inventori dell’epoca. Sebbene comprendesse alcuni elementi che poi sarebbero comparsi anche nei successivi prodotti di altri tecnici, il telettrofono di Meucci mancava di alcune caratteristiche fondamentali: una su tutte, la linea di trasmissione e quella di ricezione non erano riunite in un unico cavo, bensì viaggiavano su due canali separati. Inoltre, a detta di alcune sentenze di tribunale (anch’esse lungamente contestate), mancano testimonianze precise su esperimenti condotti in pubblico per mostrare le capacità del prototipo dell’inventore di origine italiana.

Alexander Bell, tra molte controversie e accuse di corruzione, depositò per primo e nel giro di pochi anni un gran numero di brevetti che diedero forma al telefono come lo conosciamo oggi – o almeno com’era fino alla metà degli anni ottanta circa. Su alcune delle sue rivendicazioni non sono mancate recriminazioni e cause in tribunale.
Resta tuttavia il lavoro svolto da Bell e dal suo assistente Watson per la industrializzazione e la commercializzazione del telefono, che sarebbero state impossibili senza un complesso sviluppo che condusse il telefono da oggetto di esperimenti accademici allo stato di prototipo funzionante, fino alla realizzazione di un prodotto per le masse.

Quanto alla riconosciuta paternità a Meucci dal parte del Congresso USA, l’anno successivo il parlamento canadese oppose un’analoga mozione che attribuiva a Bell la “proprietà intellettuale” del telefono: Bell aveva vissuto in Canada per molti anni, diventando persino cittadino canadese, e dunque la nazione nordamericana vede con sospetto i tentativi di minimizzare il contributo di Bell stesso nella vicenda.

La risoluzione del Congresso USA è il frutto di un lavoro di ricostruzione storica di uno studioso nostrano, che in seguito convinse una serie di parlamentari di origine italiana a sostenere la sua tesi e condurre la battaglia congressuale per il passaggio della mozione. In passato altri storici avevano tentato di sostenere, tra gli altri, il lavoro di Gray e di alcuni altri inventori il cui nome non è mai stato celebre come quello di Bell e Meucci: il loro sforzo, tuttavia, non ebbe lo stesso successo.

Nell’attribuire a Meucci o Bell l’invenzione del telefono, è opportuno probabilmente sottolineare il peso specifico avuto dai rispettivi lavori nella modellazione del concetto stesso di “comunicazione telefonica”. Le innovazioni introdotte da Meucci sono in qualche modo meno significative tecnicamente rispetto a quelle di Bell: basti pensare ai meccanismi di riduzione del rumore, oppure ai sistemi di amplificazione del segnale per le comunicazioni a lunga distanza elaborati dallo scienziato americano e del tutto assenti nei prototipi e nelle evoluzioni elaborate da Meucci.

In definitiva, sostenere che esista un unico padre per il telefono è forse una forzatura. Allo stesso modo, è impossibile imputare ad un singolo individuo la realizzazione della fissione nucleare: sebbene senza Enrico Fermi il progetto Manhattan avrebbe avuto probabilmente molta più difficoltà a condurre in porto i propri esperimenti, sono in molti ad aver contribuito – magari in minima parte – alla ricerca e allo sviluppo di quella e altre tecnologie. Personalmente, sono incline a sostenere che Bell sia l’inventore del telefono per il suo lavoro incessante e più che decennale allo sviluppo di questa tecnologia, senza contare l’enorme accelerazione che il suo impegno diede alla realizzazione delle prime reti telefoniche negli Stati Uniti.

Se avete domande, ci sono i commenti.
Gli insulti, quelli per favore via email. ;)

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