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32/07/2007 (il caldo o la digestione lenta?)
Le cascate, cataratte o come diavolo si chiamano, sono il più grosso equivoco delle piscine termali.
Fintanto che sono alte trenta centimetri e sono leggere e delicate, sono perfette per massaggiare dolcemente il collo e le spalle. Ma quelle che cascano da oltre un metro di altezza fanno male. 
Non è che a casa moriate dalla voglia di farvi prendere a pugni sulla schiena, no? Se invece la risposta è “sì”, probabilmente avrete gusti particolari e non andrete in vacanza alle terme. Oppure ci andrete, ma non è questo il punto.
Ecco, dunque, dicevamo: niente sberle.
E allora perché vi infilate sotto la cascate a prendere botte da orbi? Non vi sfiora il dubbio che, forse, stia lì solo per mescolare l’acqua e nebulizzarla, con chiari effetti inalatori benefici?
In uno slancio di imitazione, di psicosi collettiva, si moltiplicano i masochisti, con tanto di contorno di amici e parenti sadici che continuano a chiedere: “fa male?”. Certo che fa male, provaci tu!
Facciamo così: l’anno prossimo restate a casa e fate a botte (gratis) con il vostro vicino che lava la macchina nel cortile condominiale. Così io posso sguazzare in pace senza il sottofondo gemente.
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Comincio a sentire la mancanza del computer.
Senza, come fai a sfogarti? Finisci a prendertela con i ragazzini che buttano le carte per terra e le lucertole che non si magnano le zanzare che ti smozzicano…
Mi vado a fare un giro alla Giapponese: un po’ di facce sofferenti è quello che ci vuole.
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Se lui parla a telefono dandole le spalle, e lei si stuzzica il seno attraverso il costume… tu che pensi? Prosegui la lettura…
31/07/2007
Alle 10 c’è il rito della ginnastica in acqua. 
Passi la vita a scappare da plotoni e balli di mucchio, ma in pochi attimi ti ritrovi in qualcosa di molto peggio: gomito fermo, marcia lenta, schnell, schnell… per qualche momento credi quasi di stare in un campo di prigionia.
Poi ti guardi intorno e capisci che più che un deportato sei uno schiavo cristiano gettato in pasto ai leoni del Colosseo: sei al centro di una moltitudine di vecchie carampane e signori attempati, e la folla che circonda la piscina raccoglie scommesse su chi sarà il primo a lasciarci le penne.
Bando alle ciance: adesso lavoriamo con la gamba destra. E occhio a non poggiare il piede! Prosegui la lettura…
30/07/2007
Vasca Giapponese.
Eppure devono averla inventata altrove: non si dice “tortura cinese”? Oddio, magari è solo il solito pregiudizio esterofobo.
Non divaghiamo: un anello, anzi una ellisse, fatto per metà di acqua gelata e per l’altra di acqua bollente. T’arriva a mezza coscia, al ginocchio se sei tedesco e alto, e fino a qui sarebbe pure sopportabile: non che io passi normalmente le mie giornate a dare ‘na botta di vita al mio cuore con acqua gelata, poi caldissima e poi di nuovo freddissima per ore e ore. Però per cinque minuti sei disposto a farlo.
Nella mente perversa di un giapponese, o di chi per lui, tutto ciò non era abbastanza: buttiamoci pure due pietre sul fondo, così che ogni passo diventi una tortura!
La cosa è studiata nei dettagli: sassi né troppo piccoli né troppo grandi, che si vede che ci hanno lavorato almeno mezza dozzina di ingegneri della tortura, laureati a Tokyo e con master in sofferenza a Pechino. Sono grandi il giusto, per trasformare ogni passo in un delirio di fastidio.
Ora, non lo dico per maschilismo, ma le donne lo sappiamo che sarebbero pronte a qualsiasi sofferenza che prometta un seppur vago e ipotetico beneficio per la loro immagine: se sei pronta a bere succo di cavolo e bietole, che accidenti vuoi che siano due pietre aguzze e un po’ d’acqua ghiacciata?
I maschietti, noialtri, al mare vogliamo dormire, al più guardare posteriori e carrozzerie mentre siamo a mollo. Eppure ne conti a decine, tutti con la faccia di quello a cui hai appena pestato una mano.
Ma che ci facciamo qui?
Siamo davvero sicuri che basterà questo gesto a garantirci quella copula fenomenale che sognamo?
Non vi dirò se funziona o meno: è una esperienza che dovrebbero fare tutti gli uomini, una specie di rituale di passaggio o di rito del sangue.
Voi però, nel dubbio, stabilite in anticipo il numero di giri e camminate in fretta. Prosegui la lettura…
29/07/2007
Che poi, venire alle terme all’inizio non è ’sta gran figata.
Passi il primo giorno a fare avanti e indietro dalla toilette, che non pensavi nemmeno di avercela tutta ’sta roba acquosa in corpo.
La cosa più divertente sono le donne: fuori da qui sono tutte attente a cosa mangiano e cosa mangi tu. Entrano, e la loro mania salutista viene saturata dalle piscine, dai fanghi e dai massaggi: quindi, ad ora di pranzo, è un fiorire di mariti con la felicità stampata in faccia mentre si piazzano davanti un piatto di qualcosa. E loro sono anche peggio: sono in grado di ingurgitare quantità di cibo impensabile e impressionanti.
In realtà alla fine ti abitui a tutto questo: anzi, passate le prime due o tre ore, lo trovi davvero piacevole perché cominci sul serio a rilassarti. E allora che una nuova attrazione ti ammalia: i giapponesi che nuotano.
Per carità, niente di razzista o pregiudizievole: sono dei maghi con l’elettronica e la ricerca, e hanno nuotatori e tuffatori (e nuotatrici e tuffatrici) di eccellente livello. Però sembra che quelli che becchi in giro per le terme europee siano parte di un club, una sorta di società segreta dei “pesi piombo”. Nel senso che non galleggiano manco per sbaglio.
E così impari a rilassarti, cullato dal suono dello scorrere dell’acqua e magari leggendo un bel libro all’ombra di un pino secolare: ogni tanto alzi lo sguardo e li guardi annaspare.
E ti rilassi.
Sempre che non anneghino, altrimenti sai che stress con la rianimazione e tutto il resto! Prosegui la lettura…
28/07/2007
Guardi un ragazzo meno che trentenne, che legge “Libero” e indossa una maglietta col Che e un paio di occhiali da sole all’ultimo grido.
Simboli contrastanti? Scomparsi? O solo tanta confusione?
Nel frattempo un signore vede un grosso yatch e subito afferma: “È quello di Lele Mora e Fabrizio Corona: si staranno facendo le piste di cocaina”.
Certo, ci sarebbe il piccolo particolare che i due non posseggono alcunché assieme, e che la cocaina nel loro caso specifico c’entra un tubo con l’inchiesta a carico… Prosegui la lettura…

