Occhio alla trave
Cito, da un estivo articolo di Repubblica a firma Giulia Belardelli:
“E’ da qui, secondo alcuni, che ha origine un altro fenomeno tipico della “generazione internet”: il copia e incolla senza ritegno, indice di un concetto di plagio quanto meno cambiato”
Forse a Giulia, che non ho il piacere di conoscere, si potrebbe spiegare che il suo editore ha fatto di questo principio un modello di business. Guarda che ti ho pescato semplicemente aprendo la pagina di Repubblica TV:
Rigorosamente scaricato abusivamente altrove (c’è pure il loghetto in basso a dx), ripubblicato e sfruttato per generare pageview, impression e dunque introiti. E spezzando la catena di monetizzazione altrui, a suo danno.
Chissà perché, però, se lo fanno gli studenti è un reato: sono pirati, rubano all’industria dell’intrattenimento.
Se lo fanno gli editori è un servizio, o qualcosa di simile: trovate voi la definizione.
PS delle 15: Dimenticai un punto importante, ovvero che se gli studenti copiano e i prof non correggono c’è un problema. Ma non è dei ragazzi che copiano, che l’hanno sempre fatto dalla notte dei tempi, bensì dei prof che abdicano il loro ruolo di formatori.
Con una morosa che fa la prof, credo di essere sensibile al problema.
