Un grossissimo ciao a tutti dal 1994

feb 01 2012 Pubblicato da sotto Blog

@CloCecchetto (Claudio Cecchetto)

Eccomi.. a mezzanotte è partita la mia nuova avventura. Vi aspetto qui: http://www.faceskin.it …sono sul pezzo!

Yahoo! – Wikipedia

Iniziato come un hobby studentesco, David Filo e Jerry Yang crearono nel febbraio del 1994 un deposito di link in grado di tener traccia dei loro interessi personali su internet. Divenuta presto una lista troppo affollata e caotica, decisero di suddividerla in categorie, le quali a loro volta ed in breve tempo soffrirono dello stesso problema, portando alla successiva creazione di sotto-categorie e al concetto portante del neonato progetto Yahoo!.

www.faceskin.it

(che poi, nel 2012, Cecchetto! immagini al posto di testo? e perché non farlo in Flash ‘sto sito allora?)

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Il link è mio e lo gestisco io

set 29 2011 Pubblicato da sotto Blog

Uno dei principali limiti della Dev Preview di Windows 8 è la gestione degli URL, o per meglio dire di come viene interpretato il tuo clic quando provi a impostare un browser di default diverso da IE10.

Nel pannello di controllo, alla voce “Internet Options”, si trova una utile scheda “Programs” sotto la quale si può impostare la voce “Internet Programs”: peccato che non ci sia verso di convincere Windows che magari preferisci Chrome a IE, anche se hai impostato il primo per essere protagonista della tua interazione con la Rete.

internet programs

Si riesce a fare molto, ma ci sono ancora parecchi clic che inevitabilmente finiscono per aprire una finestra di Internet Explorer. Vedremo nel prosieguo, si tratta evidentemente di un vizio di gioventù.

NB: Quando si apre la prima volta un browser chiede sempre se vogliamo impostare quello come predefinito. Ecco, quell’operazione che di solito basta per far convergere tutta Internet dentro quella applicazione, in questo caso NON funziona.

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Occhio alla trave

ago 09 2010 Pubblicato da sotto Blog

Cito, da un estivo articolo di Repubblica a firma Giulia Belardelli:

“E’ da qui, secondo alcuni, che ha origine un altro fenomeno tipico della “generazione internet”: il copia e incolla senza ritegno, indice di un concetto di plagio quanto meno cambiato”

Forse a Giulia, che non ho il piacere di conoscere, si potrebbe spiegare che il suo editore ha fatto di questo principio un modello di business. Guarda che ti ho pescato semplicemente aprendo la pagina di Repubblica TV:

http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/crea-i-volti-dei-transformers-con-le-mani/51477?video=&pagefrom=1

Rigorosamente scaricato abusivamente altrove (c’è pure il loghetto in basso a dx), ripubblicato e sfruttato per generare pageview, impression e dunque introiti. E spezzando la catena di monetizzazione altrui, a suo danno.

Chissà perché, però, se lo fanno gli studenti è un reato: sono pirati, rubano all’industria dell’intrattenimento.
Se lo fanno gli editori è un servizio, o qualcosa di simile: trovate voi la definizione.

PS delle 15: Dimenticai un punto importante, ovvero che se gli studenti copiano e i prof non correggono c’è un problema. Ma non è dei ragazzi che copiano, che l’hanno sempre fatto dalla notte dei tempi, bensì dei prof che abdicano il loro ruolo di formatori.
Con una morosa che fa la prof, credo di essere sensibile al problema.

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Armiamoci e partite

ago 03 2010 Pubblicato da sotto Blog

Arianna Ciccone, alfiere della rettifica a Minzolini e non solo, sulla partecipazione virtuale e fisica alle proteste.

Un giorno vi dirò come la penso, miei cari 3,14 lettori.

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Ma anche no

mar 09 2010 Pubblicato da sotto Blog

Repubblica.it:

E però resta un dato nero su bianco: la somma di 65 milioni di dollari transitati dai conti di Facebook a quelli di ConnectU. Versati da Zuckerberg forse per coprire col denaro i fatti accaduti tra quei server universitari, forse per acquistare regolarmente del codice poi utilizzato. Questo probabilmente non lo sapremo mai

Ma anche no.

Ah Tizia’, ma che stai addì? ;)

http://punto-informatico.it/2828502/PI/News/lato-oscuro-facebook.aspx

http://punto-informatico.it/2548993/PI/Brevi/facebook-una-pace-65-milioni-dollari.aspx

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Amnesie

mar 04 2010 Pubblicato da sotto Blog

Scusate il qualunquismo, ma non riesco a non sorridere.

La Repubblica il 18 febbraio:

Scoperto un maxi-attacco hacker
violate 2.500 aziende in 196 paesi

WASHINGTON – Oltre 75 mila tra computer e server di circa 2.500 aziende, violati in 196 paesi: è il bilancio del più grande e sofisticato attacco hacker mai registrato fino a ggi. Lo rivelano oggi alcuni quotidiani statunitensi.

La Repubblica oggi:

Spagna, smantellata la botnet
che ha infettato 13 milioni di Pc
“Mariposa” era una rete di computer sparsa in 190 paesi: sottrazione di informazioni personali riservate, credenziali bancarie, password e numeri di carta di credito

Delle due, l’una: in un caso o nell’altro qualcosa non quadra, no? ;)

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Le scarpe tutte rotte

feb 18 2010 Pubblicato da sotto Blog, Editoriale

Tenuto fede all’impegno – in realtà rileggendolo adesso mi rendo conto di aver saltato qualche passaggio.

Il punto comunque è: se non siamo in grado di scegliere il modo giusto di usare la tecnologia, noi e Google, non possiamo giocare a scaricabarile.

Se io giornalista tengo relazioni confidenziali con una fonte anonima attraverso la mia email, con la sua email del tipo nomecognome@isp.xx, per di più senza preoccuparmi di cifrare il contenuto, il problema non è Buzz.

Se io ho l’amante e la mia fidanzata lo scopre perché con l’altra scambio il triplo delle email che con lei, la mia fidanzata ha diritto di sapere che sono un poco di buono.

Il diritto alla riservatezza esiste e non va messo in discussione: ma il buonsenso deve albergare nei comportamenti e nella tecnologia.

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