Repubblica.it:
E però resta un dato nero su bianco: la somma di 65 milioni di dollari transitati dai conti di Facebook a quelli di ConnectU. Versati da Zuckerberg forse per coprire col denaro i fatti accaduti tra quei server universitari, forse per acquistare regolarmente del codice poi utilizzato. Questo probabilmente non lo sapremo mai
Ma anche no.
Ah Tizia’, ma che stai addì?
http://punto-informatico.it/2828502/PI/News/lato-oscuro-facebook.aspx
http://punto-informatico.it/2548993/PI/Brevi/facebook-una-pace-65-milioni-dollari.aspx
Scusate il qualunquismo, ma non riesco a non sorridere.
La Repubblica il 18 febbraio:
Scoperto un maxi-attacco hacker
violate 2.500 aziende in 196 paesi
WASHINGTON – Oltre 75 mila tra computer e server di circa 2.500 aziende, violati in 196 paesi: è il bilancio del più grande e sofisticato attacco hacker mai registrato fino a ggi. Lo rivelano oggi alcuni quotidiani statunitensi.
La Repubblica oggi:
Spagna, smantellata la botnet
che ha infettato 13 milioni di Pc
“Mariposa” era una rete di computer sparsa in 190 paesi: sottrazione di informazioni personali riservate, credenziali bancarie, password e numeri di carta di credito
Delle due, l’una: in un caso o nell’altro qualcosa non quadra, no?
Tenuto fede all’impegno – in realtà rileggendolo adesso mi rendo conto di aver saltato qualche passaggio.
Il punto comunque è: se non siamo in grado di scegliere il modo giusto di usare la tecnologia, noi e Google, non possiamo giocare a scaricabarile.
Se io giornalista tengo relazioni confidenziali con una fonte anonima attraverso la mia email, con la sua email del tipo nomecognome@isp.xx, per di più senza preoccuparmi di cifrare il contenuto, il problema non è Buzz.
Se io ho l’amante e la mia fidanzata lo scopre perché con l’altra scambio il triplo delle email che con lei, la mia fidanzata ha diritto di sapere che sono un poco di buono.
Il diritto alla riservatezza esiste e non va messo in discussione: ma il buonsenso deve albergare nei comportamenti e nella tecnologia.
Io, davvero, questa non me la spiego:

Perché dovrei pagare lo stesso prezzo per un prodotto acquistato in scatola e spedito a casa, e uno acquistato in forma “virtuale” e scaricato?
Nel secondo caso non ci sono di mezzo package, intermediari.
Questa è distorsione del mercato.