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Posts Tagged ‘Google’

Le scarpe tutte rotte

18 febbraio 2010 Zeta3 Nessun commento

Tenuto fede all’impegno – in realtà rileggendolo adesso mi rendo conto di aver saltato qualche passaggio.

Il punto comunque è: se non siamo in grado di scegliere il modo giusto di usare la tecnologia, noi e Google, non possiamo giocare a scaricabarile.

Se io giornalista tengo relazioni confidenziali con una fonte anonima attraverso la mia email, con la sua email del tipo nomecognome@isp.xx, per di più senza preoccuparmi di cifrare il contenuto, il problema non è Buzz.

Se io ho l’amante e la mia fidanzata lo scopre perché con l’altra scambio il triplo delle email che con lei, la mia fidanzata ha diritto di sapere che sono un poco di buono.

Il diritto alla riservatezza esiste e non va messo in discussione: ma il buonsenso deve albergare nei comportamenti e nella tecnologia.

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La befana vien di notte…

16 febbraio 2010 Zeta3 Nessun commento

Prometto di tornare (molto) presto sull’argomento.

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Ironia

14 dicembre 2009 Zeta3 Nessun commento

Uno dei dettagli più interessanti della vicenda Google Phone (che tiene banco al di fuori dei confini italiani, dominati dall’aggressione di Berlusconi e dai conseguenti gruppi su FB, nel mondo ICT), è che una delle prime foto circolate sul web che ritrae il nuovo Jesus Phone è stata scattata con un iPhone:

Nexus One, il Google Phone

Il riflesso nello schermo è incontrovertibile, si tratta di un pacchianissimo 3G o 3GS bianco.

Per dire.

( / TechCrunch )

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All’improvviso (cit.)

1 aprile 2009 Zeta3 Nessun commento

Non è questione di essere snob o invidiosi: qualcuno mi spiega cosa c’entrino i taxi collettivi nella pagina “scienze e tecnologie”?

Google News Italia (01-04-2009)

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Arkanoid

3 febbraio 2009 Zeta3 Nessun commento

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Ah sì!

30 luglio 2008 Zeta3 Nessun commento

Non sono ubriaco o intontito dal caldo.

Lo so che Mediaset ha fatto causa a YouTube (Google): solo che se ne sta occupando qualcun altro per il numero di domani… ;)

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Meucci VS Bell: the final round

4 marzo 2008 Zeta3 Nessun commento

In ritardo, come mio solito, ho deciso di contribuire al vivace scambio della blogosfera sull’immagine utilizzata ieri da Google per celebrare il giorno della nascita del celebre inventore Alexander Bell.
Per farlo, sono andato a ripescare un mio commento sul forum di PI risalente a qualche settimana fa: lo riporto di seguito per esteso, lievemente rivisto nella forma per renderlo più leggibile.

Visto che in molti ricordano che la paternità del telefono è questione controversa, mi faccio carico di ricordare brevemente lo svolgimento degli accadimenti.

Come nel caso di moltissime invenzioni moderne, il risultato finale è l’unione di una serie di tecnologie prodotte da diversi inventori. Tanto per fare un esempio, il microfono a base di carbone utilizzato ancora oggi in alcuni apparecchi economici l’ha inventato Thomas Edison.

Nel caso di Meucci, il suo apparecchio era contemporaneo a quello di molti altri inventori dell’epoca. Sebbene comprendesse alcuni elementi che poi sarebbero comparsi anche nei successivi prodotti di altri tecnici, il telettrofono di Meucci mancava di alcune caratteristiche fondamentali: una su tutte, la linea di trasmissione e quella di ricezione non erano riunite in un unico cavo, bensì viaggiavano su due canali separati. Inoltre, a detta di alcune sentenze di tribunale (anch’esse lungamente contestate), mancano testimonianze precise su esperimenti condotti in pubblico per mostrare le capacità del prototipo dell’inventore di origine italiana.

Alexander Bell, tra molte controversie e accuse di corruzione, depositò per primo e nel giro di pochi anni un gran numero di brevetti che diedero forma al telefono come lo conosciamo oggi – o almeno com’era fino alla metà degli anni ottanta circa. Su alcune delle sue rivendicazioni non sono mancate recriminazioni e cause in tribunale.
Resta tuttavia il lavoro svolto da Bell e dal suo assistente Watson per la industrializzazione e la commercializzazione del telefono, che sarebbero state impossibili senza un complesso sviluppo che condusse il telefono da oggetto di esperimenti accademici allo stato di prototipo funzionante, fino alla realizzazione di un prodotto per le masse.

Quanto alla riconosciuta paternità a Meucci dal parte del Congresso USA, l’anno successivo il parlamento canadese oppose un’analoga mozione che attribuiva a Bell la “proprietà intellettuale” del telefono: Bell aveva vissuto in Canada per molti anni, diventando persino cittadino canadese, e dunque la nazione nordamericana vede con sospetto i tentativi di minimizzare il contributo di Bell stesso nella vicenda.

La risoluzione del Congresso USA è il frutto di un lavoro di ricostruzione storica di uno studioso nostrano, che in seguito convinse una serie di parlamentari di origine italiana a sostenere la sua tesi e condurre la battaglia congressuale per il passaggio della mozione. In passato altri storici avevano tentato di sostenere, tra gli altri, il lavoro di Gray e di alcuni altri inventori il cui nome non è mai stato celebre come quello di Bell e Meucci: il loro sforzo, tuttavia, non ebbe lo stesso successo.

Nell’attribuire a Meucci o Bell l’invenzione del telefono, è opportuno probabilmente sottolineare il peso specifico avuto dai rispettivi lavori nella modellazione del concetto stesso di “comunicazione telefonica”. Le innovazioni introdotte da Meucci sono in qualche modo meno significative tecnicamente rispetto a quelle di Bell: basti pensare ai meccanismi di riduzione del rumore, oppure ai sistemi di amplificazione del segnale per le comunicazioni a lunga distanza elaborati dallo scienziato americano e del tutto assenti nei prototipi e nelle evoluzioni elaborate da Meucci.

In definitiva, sostenere che esista un unico padre per il telefono è forse una forzatura. Allo stesso modo, è impossibile imputare ad un singolo individuo la realizzazione della fissione nucleare: sebbene senza Enrico Fermi il progetto Manhattan avrebbe avuto probabilmente molta più difficoltà a condurre in porto i propri esperimenti, sono in molti ad aver contribuito – magari in minima parte – alla ricerca e allo sviluppo di quella e altre tecnologie. Personalmente, sono incline a sostenere che Bell sia l’inventore del telefono per il suo lavoro incessante e più che decennale allo sviluppo di questa tecnologia, senza contare l’enorme accelerazione che il suo impegno diede alla realizzazione delle prime reti telefoniche negli Stati Uniti.

Se avete domande, ci sono i commenti.
Gli insulti, quelli per favore via email. ;)

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