Occhio alla trave

ago 09 2010 Pubblicato da sotto Blog

Cito, da un estivo articolo di Repubblica a firma Giulia Belardelli:

“E’ da qui, secondo alcuni, che ha origine un altro fenomeno tipico della “generazione internet”: il copia e incolla senza ritegno, indice di un concetto di plagio quanto meno cambiato”

Forse a Giulia, che non ho il piacere di conoscere, si potrebbe spiegare che il suo editore ha fatto di questo principio un modello di business. Guarda che ti ho pescato semplicemente aprendo la pagina di Repubblica TV:

http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/crea-i-volti-dei-transformers-con-le-mani/51477?video=&pagefrom=1

Rigorosamente scaricato abusivamente altrove (c’è pure il loghetto in basso a dx), ripubblicato e sfruttato per generare pageview, impression e dunque introiti. E spezzando la catena di monetizzazione altrui, a suo danno.

Chissà perché, però, se lo fanno gli studenti è un reato: sono pirati, rubano all’industria dell’intrattenimento.
Se lo fanno gli editori è un servizio, o qualcosa di simile: trovate voi la definizione.

PS delle 15: Dimenticai un punto importante, ovvero che se gli studenti copiano e i prof non correggono c’è un problema. Ma non è dei ragazzi che copiano, che l’hanno sempre fatto dalla notte dei tempi, bensì dei prof che abdicano il loro ruolo di formatori.
Con una morosa che fa la prof, credo di essere sensibile al problema.

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Le parole che non ti ho detto

apr 26 2010 Pubblicato da sotto Blog

Il segreto di pulcinella del giornalismo italiano è che si venderebbe per un risotto agli asparagi (con alcune eccezioni). Non conta l’autorevolezza della firma, non conta il prestigio della testata: davanti al piatto di pasta si vedono le peggio cose.

Quando vai a una conferenza stampa, un congresso, un happening con annesso aperitivo, vedi succedere le cose più fantozziane del mondo: gente che fa la corsa al buffet, si sbraca, magna, beve, si disinteressa nitidamente di quello per cui siamo lì.

Che poi ‘sta cosa si basa su due assunti: il primo è che il vendor, chi paga, non dirà mai nulla perché in fondo è lì per accattivarsi la stampa. Il secondo è che i colleghi, per spirito di corpo, non ti sputtaneranno.

Magari un giorno finirà.

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Amnesie

mar 04 2010 Pubblicato da sotto Blog

Scusate il qualunquismo, ma non riesco a non sorridere.

La Repubblica il 18 febbraio:

Scoperto un maxi-attacco hacker
violate 2.500 aziende in 196 paesi

WASHINGTON – Oltre 75 mila tra computer e server di circa 2.500 aziende, violati in 196 paesi: è il bilancio del più grande e sofisticato attacco hacker mai registrato fino a ggi. Lo rivelano oggi alcuni quotidiani statunitensi.

La Repubblica oggi:

Spagna, smantellata la botnet
che ha infettato 13 milioni di Pc
“Mariposa” era una rete di computer sparsa in 190 paesi: sottrazione di informazioni personali riservate, credenziali bancarie, password e numeri di carta di credito

Delle due, l’una: in un caso o nell’altro qualcosa non quadra, no? ;)

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orca assassina! (x4)

feb 25 2010 Pubblicato da sotto Blog

Orlando, orrore al Seaworld
Orca uccide l’addestratrice

Orcinus orca

L’orca (Orcinus orca) è un mammifero marino appartenente alla famiglia dei Delfinidi (Cetacei Odontoceti). Il distacco filogenetico in una specie autonoma è avvenuto per i tassonomisti circa 5 milioni di anni fa. Il nome “Orca” è stato dato a questi animali dagli antichi Romani, che a loro volta l’hanno mutuato dal greco ὄρυξ, che si riferisce genericamente a balene, grandi pesci o mostri marini. L’aggettivo Orcino significa invece demone proveniente dall’inferno: Orco per i Romani era un dio sotterraneo. In inglese l’animale è chiamato killer whale, vale a dire balena assassina (sottinteso di altre balene).

Perché, si sa, le orche sono tutte un po’ assassine.

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Una giornata storica

feb 23 2010 Pubblicato da sotto Blog

Ripristinati i fondi all’editoria, fino al massimo del 100 per cento.

Vittoria bipartisan.

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Modernità

lug 07 2009 Pubblicato da sotto Blog

E’ in atto, in tutto il mondo, la discussione sul futuro dell’informazione a mezzo stampa. L’elemento fondamentale per sopravvivere alla dilagante diffusione di Internet è la qualità dell’informazione giornalistica. Un’informazione di cui si avverte tanto più il bisogno quanto più indiscriminata e grezza è la massa di notizie che si riversa a getto continuo dalla rete, sicchè si profila il rischio di una nuova forma d’ignoranza per incapacità di valutare, di formarsi un’opinione ragionata.

Lo ha detto Corrado Calabrò, presidente dell’Authority delle Telecomunicazioni.

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Nome e cognome

apr 27 2009 Pubblicato da sotto Blog

di Carlo d'Inghilterra?

http://it.wikipedia.org/wiki/Windsor_(famiglia)

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