C’era una volta [iPhone]

set 28 2009 Pubblicato da sotto Blog

C’era una volta, in un paese di cellulari lontano lontano, il mito delle specifiche.

C’erano i cellulari con la fotocamera 1,3 megapixel, c’erano gli smartphone dual-band, tri-band, quad-band.

C’erano quelli con l’email, la chat, il browser WAP. E poi c’erano quelli con lo schermo a colori, in un’epoca in cui tutti erano bianco e nero.

Poi un giorno arrivò un cavaliere da un altro regno, un cavaliere con indosso una armatura di alluminio e vetro, e tutti iniziarono a guardarlo con un misto di rispetto e astio, rassegnazione e sfida.

All’inizio il cavaliere stentò a farsi strada nel paese dei cellulari lontano lontano: ma dopo un cambio di armatura, divenuta di plastica e vetro, e grazie a qualche aiuto di un nutrito gruppo di vassalli, riuscì ad imporsi all’attenzione del paese dei cellulari lontano lontano.

A quel punto il popolo del paese dei cellulari lontano lontano non parlava d’altro che del cavaliere venuto da un altro regno: avete visto, dicevano, come è splendente la sua armatura? Avete visto, dicevano, come riesce a padroneggiare con equilibrio tutte le sue abilità in combattimento? Se non è molto bravo in un’arte, dicevano, si rivolge ad uno dei suoi vassalli che gli forniscono un nuovo pezzo per il suo arsenale.

Gli altri cellulari, nel frattempo, meditavano su come fare a tener testa al nuovo arrivato.
E, siccome fino a quel momento avevano dominato il paese dei cellulari lontano lontano grazie al mito delle specifiche, continuarono su quella strada.

Ma il popolo ormai era rimasto stregato dal cavaliere venuto da un altro regno.
Il cavaliere venuto da un altro regno era riuscito a fare qualcosa di cui fino a quel momento altri avevano soltanto vagheggiato: aveva trasformato il business model, pardon, aveva trasformato il paese lontano lontano dei cellulari, introducendo la logica del “di tutto un po’ grazie al software, che ti vendo a parte” invece che “ti do 5 megapixel e schermo da 20 pollici, ma scordati di usare il tutto con una interfaccia decente”.

Non vi dirò come finisce la storia, anche perché le notizie che giungono dal paese dei cellulari lontano lontano sono poche e frammentarie.

Di certo, però, alla fine alcuni vissero felici e contenti. Altri meno.

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Brutte sorprese

set 07 2009 Pubblicato da sotto Blog

Non ho idea di quante copie di Saft siano state vendute nella storia di questa estensione (che ha anni di successi alle spalle), ma so per certo che l’ultima mossa del suo creatore mi ha lasciato alquanto perplesso.

Con il passaggio a Snow Leopard e ai 64 bit, Safari non accetta più le “vecchie” estensioni che prima andavano benone (la parolina magica, che ora non funziona più, è “InputManager”). Un problema per chi, come il sottoscritto, fa conto nella sua giornata lavorativa su questo plugin che ormai è insostituibile: Firefox non regge il carico delle tab aperte, occupa più spazio in memoria, è meno integrato di Safari nel sistema operativo.

Dunque, con somma ansia, attendevo assieme a molti altri un aggiornamento Saft per la versione a 64 bit del browser di Cupertino. Aggiornamento che è arrivato oggi, ma che come detto mi ha lasciato perplesso.

Primo, e più grave, Saft *pretende* che Safari venga lanciato in modalità 32 bit: un problema serio, visto che a 32 bit non è in grado di gestire separatamente i processi dei plugin da quelli delle finestre. In altre parole, con il passaggio alla nuova versione avevamo guadagnato la possibilità di non dover uccidere l’intero browser nel caso in cui, evento non raro, una pubblicità in Flash impalli una finestra o una tab: Chrome lo fa da un po’ (diciamo che è il “sandboxing”, ma non è proprio esatto), Firefox lo farà in futuro (l’anno prossimo), IE8 lo fa in parte e Safari ha iniziato a farlo dalla scorsa settimana.

Costringermi a lanciare Safari a 32 bit mi espone a questo tipo di problemi: su Safari faccio conto per lavorare, non va bene.

Secondo, l’aggiornamento costa qualcosa: in particolare 8 dollari.
Che, per una *beta* che mi costringe a lanciare Safari a 32 bit mi paiono francamente troppi.
Nel readme, come di consueto allegato al DMG dell’applicazione, non si fa menzione di alcun futuro passaggio a 64 bit: passaggio che richiede, quasi sicuramente, una profonda riscrittura del codice del plugin, così da renderlo compatibile con i paradigmi dell’objective-C di “nuova generazione”. Uno sforzo a fronte del quale, allora sì, sarei disposto a foraggiare ulteriormente il creatore.

Io resto alla finestra e aspetto.
Se non cambia il quadro, Saft perderà un cliente. E io avrò dei problemi…

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Anno nuovo, leopardo nuovo

ago 30 2009 Pubblicato da sotto Blog

Installato Snow Leopard, ovvero Mac OS 10.6.

Snow Leopard

Snow Leopard

Due soli problemi:

- Saft non è ancora uscito per la nuova build di Safari;
- i driver della pennina Huawei fanno i capricci – ho dovuto ripiegare su iPhone e tethering.

Per il resto, un passaggio più indolore che ai tempi di Leopard.

Ah, per il problema Huawei ho scritto al produttore: vedremo.

PS: Pare cambiata la sintassi con cui vengono chiamati i file ottenuti con il salvataggio delle schermate integrato nell’OS.

PPS: Il nuovo Exposé è da panico.

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Lui e lei

mag 03 2009 Pubblicato da sotto Blog

Lui: Entro 4-8 settimane pare che Apple abbasserà i prezzi dei MacBook da 13 e degli iMac da 20.

Lei: E allora?

Lui: Entro 4-8 settimane mi troverete dentro l’Apple Store a spendere quei quattro soldi che tengo da parte.

Lei: Entro 4-8 settimane mi troverai davanti l’Apple Store con in mano una spranga incandescente. Ma i Mac li risparmio, ti serviranno per passare il tempo durante la convalescenza.

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MB604LL/A

gen 24 2009 Pubblicato da sotto Blog

Non è per fare il fenomeno, ma che la versione da 17 pollici del nuovo MacBook Pro avesse qualche problema qui l’avevamo capito da un pezzo.

All’Apple Store di Roma non ce ne sono neppure esposti.
In compenso, il vecchio bianco con processore da 2.1GHz è in vendita scontato di 50 euro.

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Non ne ho imbroccata neppure una

gen 07 2009 Pubblicato da sotto Blog

Zero, epic fail.

Direi che a questo punto Snow Leopard è rinviato al WWDC, e uscirà probabilmente esattamente due anni dopo Leopard – in autunno. Certo che, con Windows 7 alle porte, forse sarebbe stato interessante e utile giocare d’anticipo.

Quello che non riesco davvero a spiegarmi è la mancanza di aggiornamenti per iMac e compagnia. Forse è stato rinviato tutto all’anniversario dei 25 anni di Apple? A quella data, il 24 gennaio, mancano in effetti poco più di due settimane.

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Post Scriptum

dic 31 2008 Pubblicato da sotto Blog

Curioso che TechCrunch non trovi di meglio da fare che tirare in ballo un rumor per il prossimo autunno.

Mi sa tanto di strategia di hype all’ennesima potenza: forse le cose non cambieranno proprio tutte in casa Apple.

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