Clubhouse

I vip hanno scoperto Internet, poi Twitter.
Poi hanno deciso che dovevano insegnarci come si usano entrambi.

“Ecco perché la necessità di regole non può passare per censura. Comprendo che la libertà della rete non può essere strozzata da vincoli, comprendo che i vincoli possono diventare pericolosi perché pericolosa è la valutazione: cosa è legittima critica o cosa è diffamazione? Ma la gestione delle regole non è un vincolo, è funzionale al mezzo, alla sua sopravvivenza, all’interesse che gli utenti continueranno o meno a nutrire. Per questo Enrico Mentana credo si sbagli quando dice che o sei dentro o fuori e che non si banna. Bannare è decidere di dare un’impronta al proprio spazio: è esercitare un proprio diritto.
L’educazione nel web, anzi l’educazione al web, sta ancora nascendo. Scegliere di usare un linguaggio piuttosto che un altro è fondamentale. Ogni contesto ha il suo linguaggio e quello dei social network per quanto diretto non è affatto colloquiale. Si nutre della finzione di parlare in confidenza a quattro amici, – il che giustificherebbe ogni maldicenza, ogni cattiveria – ma in realtà tutto quello che si dice è moltiplicato immediatamente all’infinito, ed è quindi il più pubblico dei discorsi.”

Roberto SavianoFuori i bulli dal nostro Twitter

“Per questo credo di poter essere un testimone credibile se dico che Twitter rischia di essere schiacciato da una minoranza rumorosa, impegnata nella diffusione di una regressiva volgarità (soprattutto, in modo impressionante, contro donne) e nelle scorribande alla ricerca del bersaglio di turno da demolire: non per le sue tesi, il che magari sarebbe salutare e proficuo, ma per mero sfizio. Quasi sempre, come ha scritto ieri Roberto Saviano su la Repubblica, «in realtà l’insultatore vuole vivere della luce riflessa dell’insultato».

Non è vivibile una comunità in cui i sentimenti prevalenti sono quelli di ostilità. Nessuno o quasi di coloro che rendono irrespirabile tanta parte di Twitter ha un nome e cognome. Il loro unico «coraggio» sta nella violenza delle parole, la loro viltà nel nickname, lo pseudonimo col quale firmano le loro ribalderie.”

Enrico MentanaLa realtà non si esaurisce in un Tweet

Il vero capolavoro lo verga proprio Mentana che, da direttore di un telegiornale ospitato sulle pagine di uno dei più illustri quotidiani, dice ai suoi affezionati 25 lettori:

“Il web del resto è ormai un pezzo della nostra vita. Ma proprio per questo vorrei avvertire tutti quelli che ci si sono chiusi dentro: guardate che fuori non c’è solo l’odiata torre d’avorio dei privilegiati, ci sono strade, negozi e uffici veri, giornali di carta e persone in carne e ossa. Anche tanta gente in difficoltà, che ha perso il lavoro o ha altri problemi veri: e nessuno di loro ha in mano uno smartphone. Per ora siete voi che mimate loro, non il contrario. Ed è dalla realtà che i pavidi fuggono, non da Twitter.”

Grazie Chicco.
Comunque si dice “get a life”, fyi.
real life

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