Avviso agli scriventi

feb 22 2012 Pubblicato da sotto Blog

Leggo:


Il sito di Paola Binetti è finito sotto attacco hacker. Sulla sua pagina poteva leggere (finché la pagina non è diventata del tutto inaccessibile) un comunicato di rivendicazione a firma Anonymous che annunciava altri attacchi ai siti di diversi politici. Ma fonti interne al movimento italiano dell’internazionale degli hacker smentiscono. Ad aver preso di mira il sito della Binetti non sono gli Anonymous, ma un “cane sciolto” di cui nessuno nel movimento aveva idea, fino a che non ha “bucato” il sito. Se confermato, sarebbe la prima volta in Italia che un singolo riesce a mascherarsi dietro al nome del movimento Anonymous a sua insaputa e in maniera così eclatante

tratto da Linkiesta

Faccio rispettosamente notare che Anonymous non è un’organizzazione, non è un movimento, non è un’associazione. Non ha capi, non ha portavoce, non ha comitati, non ha direttivi. Anonymous è anarchia. Chiunque può usare il nome Anonymous per fare quello che vuole. Se voglio defacciare il sito della Binetti e firmarmi Anonymous posso. Nessuno ha il diritto di affermare che non sono Anonymous.

Non è che sia capitato una volta sola che qualcuno annunciasse un’azione a nome di Anonymous e qualcun altro smentisse (un esempio? ma certo!): è un gioco stupido, che sta in piedi visto che Anonymous è privo di qualsiasi controllo, è un nome collettivo, è solo una scatola vuota dove ognuno può mettere dentro cosa vuole.

We are Anonymous.

PS: no, quello non è hacking, al massimo è cracking – no, non sono bimbominkia, si chiamano script kiddies in gergo

PPS: ne ho scritto più a lungo su PI

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