Archivio per: ottobre, 2008
Io ieri non c’ero
Io ieri a Piazza Navona non c’ero.
Mi domando però, dopo aver letto in giro e ascoltato qualcosa di sfuggita ieri sera mentre buttavo giù un boccone prima di infilarmi a letto, come sia stato possibile. Come abbia fatto un furgone con ribalta aperta ad arrivare in piazza, che è zona pedonale ed era (ed è) controllata dalle Forze dell’Ordine su ogni lato. Come abbiano fatto ad arrivarci caschi, bastoni, cinghie e quant’altro. Come abbiano fatto a riempirsi di botte per diversi minuti prima che intervenissero a dividerli.
Come amava dire Asimov: la violenza è l’ultimo rifugio degli imbecilli.
Spero che non succeda come le altre volte, che questo episodio venga spiegato e che oggi a Roma vada tutto bene.
E spero che la protesta non si esaurisca come tutte le volte passate in un vuoto totale, e che ‘sto benedetto decreto Gelmini (ora legge) venga cambiato. Come pure quello che ha a che fare con l’Università. Perché non sono accettabili, sono espressione di una volontà che non si confà ad un paese che per costituzione dovrebbe garantire pari diritto allo studio a tutti.
PS: Letto adesso un pezzo di Curzio Maltese. Forse non troppo obiettivo, ma vale la pena darci un’occhiata.
Io mi vergogno
Io e Roberto Saviano siamo coetanei.
Siamo nati non troppo distanti l’uno dall’altro, tutti e due veniamo dalla Campania.
Certo le cose ci sono andate in modo diverso. Sebbene ci separassero solo pochi chilometri, io sono nato in un posto molto diverso da Casal di Principe.
Salerno, dove ho vissuto per 27 anni, è una città opulenta distesa tra un paio di montagne e un mare inquinato da quelle scorie e quella monnezza che Saviano ha spiegato molto bene come hanno fatto ad arrivare dalle nostre parti.
I ragazzi di Salerno sono mediamente benestanti: guidano motorini, moto e auto costose, la sera escono per una passeggiata su un lungomare con le palme e un centro storico pieno zeppo di locali alla moda. Però dentro le palme ci vivono le zoccole, e dentro i vicoli del centro si spaccia la stessa merda che altrove.
Io mi vergogno di essere nato lì, a pochi chilometri dall’inferno. Eppure si vive come se niente fosse, come se i tentacoli di quanto accade a 10 minuti di autostrada non si estendessero – certo meno visibili che altrove – anche nelle strade e nelle coscienze della mia città.
Io mi vergogno di aver avuto la possibilità di vivere una vita normale, e di averci sputato sopra.
Io mi vergogno di non avere il fegato di Saviano.
Io mi vergogno di scrivere da 300 chilometri di distanza.
Io mi vergogno di vivere in un paese dove un ragazzo di 28 anni deve prendersi la responsabilità di denunciare quello che vede, perché nessun altro lo fa.
Io mi vergogno di vivere in un paese dove un mio coetaneo deve caricarsi sulle spalle il peso dell’odio di migliaia di persone, senza poterlo dividere con nessuno.
Io mi vergogno del mio paese.
Io mi vergogno di non avere il coraggio di fare un passo in più per offrirgli il mio aiuto.
Io mi vergogno di non avere la forza e la capacità di dargli davvero una mano.
Io oggi ho visto Saviano raccontare alla TV il suo turbamento: e mi sono vergognato di aver, qualche volta, dubitato dell’autenticità e della buonafede delle sue intenzioni.
Io oggi ho pianto, e mi sono vergognato di averlo fatto.
Io oggi ho pianto per la mia terra, per il mio paese e per Roberto Saviano.
Io oggi ho scritto 30 righe colme di retorica: ma grazie a Roberto Saviano ho capito che non devo tenermi dentro quello che vedo, quello che penso, quello in cui credo.
Io oggi ho imparato qualcosa.
Io oggi ho pianto.
Io oggi mi sono vergognato.
Però forse domani non mi vergognerò più, e questo lo devo a Roberto Saviano.
Ma ho come l’impressione che non sarà l’ultima volta che piangerò.
Io oggi ho scritto per più di 40 righe e non ho avuto il coraggio di scrivere la parola camorra. E lo faccio adesso, perché non voglio vergognarmi più.
live.current.com
Buttato un occhio e un orecchio all’esperimento per la controdiretta di Current Italia.
Assolutamente riuscito.
I miei complimenti a Tessarolo e compagni, si stanno muovendo bene!
E Femmene E Ll’Ate
Oggi giornata musicale.
Sentita questa estate tornando dal mare.
In una radio di dediche.

