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labaiadeipirati

Qualcosa va detto sul “sequestro preventivo” di The Pirate Bay.

La prima, è che le parole di Enzo Mazza – sebbene comprensibili – sono sconcertanti:

“Le polemiche sulla presunta censura sono strumentali e tendono a sviare l’opinione pubblica da un concetto fondamentale: Pirate Bay viola le norme penali italiane sulla proprietà intellettuale per questo era necessario bloccarlo ed indagare i titolari”

Ecco, io capisco tutto ma Mazza dimentica una cosa: in Italia, qualunque sia il reato, spetta a un giudice stabilire chi sia colpevole di cosa. The Pirate Bay per il momento è innocente, fino a prova contraria.

Detto questo, l’idea di censurare oscurare un intero sito è strabiliante. Non ci saranno più testate giornalistiche o diritti dell’indagato che tengano? Vedremo come si evolverà la vicenda.

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  1. giuckar
    17 agosto 2008 a 13:51 | #1

    Bah, a dire il vero se uno vende droga gli sequetrano comunque tutto, poi si vedrà al processo. Lo stesso avviene se uno guida ubriaco.Oppure se in una discoteca si vende droga il questore la chiude, non aspetta il processo. Qui si dimentica che le violazioni sono provate e quindi il provvedimento è logico, si potrà eventualmente dibattere se è colpevole pirate bay o il singolo releaser, ma in ogni caso il reato si compie tramite il sito.

  2. 17 agosto 2008 a 17:31 | #2

    Stiamo parlando di vendere droga? Qualcuno ha guidato sotto l’effetto di alcol?

    Stiamo parlando, mi pare, di una Internet priva di “censure”.

    E il reato, se di reato si tratta (ma lo decide un giudice, non un GIP o un magistrato), non è stato certo compiuto attraverso il sito: semmai attraverso il tracker, che è cosa diversa.

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