Le cascate, cataratte o come diavolo si chiamano, sono il più grosso equivoco delle piscine termali.
Fintanto che sono alte trenta centimetri e sono leggere e delicate, sono perfette per massaggiare dolcemente il collo e le spalle. Ma quelle che cascano da oltre un metro di altezza fanno male. 
Non è che a casa moriate dalla voglia di farvi prendere a pugni sulla schiena, no? Se invece la risposta è “sì”, probabilmente avrete gusti particolari e non andrete in vacanza alle terme. Oppure ci andrete, ma non è questo il punto.
Ecco, dunque, dicevamo: niente sberle.
E allora perché vi infilate sotto la cascate a prendere botte da orbi? Non vi sfiora il dubbio che, forse, stia lì solo per mescolare l’acqua e nebulizzarla, con chiari effetti inalatori benefici?
In uno slancio di imitazione, di psicosi collettiva, si moltiplicano i masochisti, con tanto di contorno di amici e parenti sadici che continuano a chiedere: “fa male?”. Certo che fa male, provaci tu!
Facciamo così: l’anno prossimo restate a casa e fate a botte (gratis) con il vostro vicino che lava la macchina nel cortile condominiale. Così io posso sguazzare in pace senza il sottofondo gemente.
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Comincio a sentire la mancanza del computer.
Senza, come fai a sfogarti? Finisci a prendertela con i ragazzini che buttano le carte per terra e le lucertole che non si magnano le zanzare che ti smozzicano…
Mi vado a fare un giro alla Giapponese: un po’ di facce sofferenti è quello che ci vuole.
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Se lui parla a telefono dandole le spalle, e lei si stuzzica il seno attraverso il costume… tu che pensi?
