29/07/2007

lug 29 2007 Pubblicato da sotto Blog

Che poi, venire alle terme all’inizio non è ‘sta gran figata.

Passi il primo giorno a fare avanti e indietro dalla toilette, che non pensavi nemmeno di avercela tutta ‘sta roba acquosa in corpo.

La cosa più divertente sono le donne: fuori da qui sono tutte attente a cosa mangiano e cosa mangi tu. Entrano, e la loro mania salutista viene saturata dalle piscine, dai fanghi e dai massaggi: quindi, ad ora di pranzo, è un fiorire di mariti con la felicità stampata in faccia mentre si piazzano davanti un piatto di qualcosa. E loro sono anche peggio: sono in grado di ingurgitare quantità di cibo impensabile e impressionanti.

In realtà alla fine ti abitui a tutto questo: anzi, passate le prime due o tre ore, lo trovi davvero piacevole perché cominci sul serio a rilassarti. E allora che una nuova attrazione ti ammalia: i giapponesi che nuotano.

Per carità, niente di razzista o pregiudizievole: sono dei maghi con l’elettronica e la ricerca, e hanno nuotatori e tuffatori (e nuotatrici e tuffatrici) di eccellente livello. Però sembra che quelli che becchi in giro per le terme europee siano parte di un club, una sorta di società segreta dei “pesi piombo”. Nel senso che non galleggiano manco per sbaglio.

E così impari a rilassarti, cullato dal suono dello scorrere dell’acqua e magari leggendo un bel libro all’ombra di un pino secolare: ogni tanto alzi lo sguardo e li guardi annaspare.

E ti rilassi.

Sempre che non anneghino, altrimenti sai che stress con la rianimazione e tutto il resto!

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