Forse incautamente, mi sono avventurato in una discussione sul blog di Luca De Biase sulle caratteristiche del progetto Nòva100.
Dico incautamente poiché mi sono ritrovato a scambiarmi pareri con il proprietario del blog, Valerio Mariani e Claudio Iacovelli: in tre mettono insieme molta più dimestichezza coi nuovi media ed esperienza di quanta ne abbia io.
Riepilogo le considerazioni fondamentali fin qui:
- che cos’è Nòva100? Nanopublishing, blog, editoria online?
- chi ci scrive (scriverà) su Nòva100 (e perché)?
- a cosa serve Nòva100? Come si propone di contribuire alla pluralità dell’informazione (e alla sua qualità) online?
Ma soprattutto:
- come “sconfiggere” l’autoreferenzialità? come coinvolgere nuovi attori nel processo?
Non vorrei combinare pastrocchi, tentando di citare sintetizzando il pensiero altrui: quindi le risposte e le osservazioni le trovate su Nòva.
La considerazione che sorge spontanea è che, comunque vada, obiettivo centrato: tutti parlano di Nòva100, commentano, bloggano, leggono e visitano.
Ma tutti chi? Non è che si tratta solo della blogocosa e delle sue starlette?
Ai posteri l’ardua sentenza.
