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Indaco

feb 16 2006 Pubblicato da sotto Blog

<<Indaco>>.

Si era sempre chiesto cosa ci fosse di indaco sulla Terra. Adesso lo sa: il cielo all’alba di una mattina piovosa, guardando verso oriente. La pioggia incessante, incessantemente viene spazzata via da un altro colpo del tergicristallo.

Come al solito, si diverte ad indulgere in banali pensieri: <<Cosa sono, se non un’altra goccia di pioggia tra le tante?>>.

Quando è da solo gli piace pensare pensieri scontati, e poi pensare a quanti tra poeti e scrittori (poeti e scrittori banali!) avranno coniato quella stupida frase ad effetto prima di lui.

Però è la consapevolezza che fa la differenza secondo lui: sapere che si tratta di una frase ad effetto scontata e banale, la rende ai suoi occhi non più scontata. D’altra parte per sopravvivere, per sentirsi almeno in qualcosa diverso da chi lo circonda, gli piace pensare di saper pensare in modo originale. Ma anche questa è una banale e scontata frase ad effetto.

Il traffico inesistente dell’alba gli permette di tenere gli occhi fissi sulla linea che forma l’orizzonte. Quando è solo gli piace pensare con periodi complessi, baroccamente arricchiti di avverbi e aggettivi pleonastici. In fondo non deve spiegare a nessuno cosa vorrebbe intendere, non deve cercare di farsi capire con parole semplicemente comprensibili e attentamente scelte, evitando le ripetizioni e non confondendo il significato di verbi e avverbi, curando la scorrevolezza del periodo e limitandone l’eccessiva lunghezza, eludendo la tentazione delle coordinate e delle subordinatate, che rendono incomprensibile il pensiero e cervellotica la comprensione. E poi è divertente lasciar passare senza filtro, dalla testa alle corde vocali, tutto quello che passa per la mente: per una volta non è lui a doversi adeguare alla velocità di ciò che lo circonda, ma il mondo attorno che si regola attorno al suo strano pensare.

Che poi tutto quell’affannarsi nel parlare corretto, senza ripetizioni, con le giuste allocuzioni e uno spruzzo di figure retoriche che ti hanno insegnato al liceo! Puoi essere bravo quanto ti pare, ma alla fine questa alba color indaco non la saprai raccontare a nessuno: e così nessuno avrà neppure il sentore che lui oggi, stamattina all’alba, ha imparato che cos’è il colore indaco. E neppure che non-banalmente ha pensato alla banale metafora dell’umanità trasformata in gocce di pioggia, spazzata via dalla spazzola tergicristallo che banalmente simboleggia qualcos’altro.

Insomma, da solo sotto una pioggia battente mentre guida l’auto, non ha niente di meglio da fare che riflettere banalmente sull’alba e le gocce di pioggia.

Di nuovo un inutile semaforo acceso alle 5 del mattino, con la mente inutilmente ancorata a pensieri banali. E’ solo l’ennesimo banale pensatore assonnato che per un attimo si è immedesimato in una goccia di pioggia. E che metaforicamente o quasi, scivola via dal vetro e finisce a terra (metaforicamente o meno).

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